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Cosa vedere a Tenerife in 7 giorni: itinerario ed info utili

Cosa vedere a Tenerife tramonto a Punta del Hidalgo

Sommario

Tenerife, un’isola ricca di paesaggi naturali mozzafiato, villaggi dal fascino coloniale, dove si respira tradizione ed autenticità, spiagge di sabbia nera, scogliere a picco sull’oceano ed un imponente montagna che domina tutta l’isola, infine un clima ideale dove poter trascorrere una vacanza in qualsiasi periodo dell’anno.

Ogni angolo di questa incantevole isola regala vedute uniche e meravigliose, scopri cosa vedere a Tenerife, un itinerario di 7 giorni, tra natura, tradizioni, cultura, storia e relax. Preparati ad immergerti in un angolo d’Europa dal fascino tropicale e quasi caraibico.

In questo articolo oltre a suggerirti quali luoghi non perdere, ti daremo anche tutte le informazioni utili per vivere al meglio quest’isola.

Dove si trova l’isola di Tenerife

Tenerife, con un’estensione di poco più di 2000 km quadrati, è una delle 8 isole principali che formano l’arcipelago delle Canarie, di origine vulcanica e situato nell’Oceano Atlantico, al largo delle coste occidentali del Marocco.

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Politicamente parlando le Canarie fanno parte della Spagna, per cui sono a tutti gli effetti un territorio europeo, anche se geograficamente la vicinanza all’Africa permette a queste isole di godere di un clima più che gradevole tutto l’anno.

Essendo Tenerife parte dell’Unione Europea, non è indispensabile il passaporto e non serve alcun visto, ma è sufficiente una carta d’identità valida per l’espatrio.

Non partire mai senza una buona assicurazione di viaggio. Noi ti consigliamo Heymondo, la nostra assicurazione di fiducia ed essendo un nostro lettore hai diritto ad uno sconto del 10%. Fai un preventivo, così da partire sereno e senza pensieri.

Come raggiungere Tenerife

Tenerife è l’isola più grande di tutto l’arcipelago ed ogni anno numerosi sono i turisti che la scelgono come meta, dove trascorrere le proprie vacanze. Infatti sull’isola sono presenti ben due aeroporti, quello di Tenerife Sud, conosciuto anche come Aeropuerto Internacional Reina Sofia e quello di Tenerife Norte, noto anche come Los Rodeos, utilizzato più che altro per voli tra le isole e collegamenti con la Spagna.

Per cui per il tuo viaggio ti consigliamo di scegliere l’aeroporto di Tenerife Sud, sul quale volano diverse compagnie low cost, puoi verificare su questo comparatore di ricerca voli e tariffe disponibili. Tieni presente che un volo dall’Italia dura circa 4 ore e mezza.

Ti serve un parcheggio per la tua auto nel tuo aeroporto di partenza? Verifica subito costi e disponibilità.

Come muoversi a Tenerife

Tenerife essendo la più grande isola delle Canarie dispone di una rete di autobus pubblici, gestiti dall’azienda TITSA e che i canari chiamano guaguas.

Per brevi spostamenti puoi fare inoltre uso di taxi oppure di transfer privati, ad esempio dall’aeroporto al tuo hotel.

Per maggiore flessibilità sui tuoi spostamenti, anche per raggiungere le località più particolari, come alcune spiagge, ti suggeriamo di noleggiare un auto, noi l’abbiamo fatto con DiscoverCars, un sito comparatore di ricerca dove puoi confrontare i vari prezzi e scegliere l’auto migliore, secondo le tue necessità. Leggi anche Noleggio auto a Tenerife: consigli indispensabili.

Periodo migliore per andare a Tenerife

Tenerife ed in generale le Canarie vengono chiamate le isole dell’eterna primavera. Di fatti come detto in precedenza, la vicinanza dell’arcipelago alle coste africane fa si che si possano avere temperature perfette tutto l’anno.

Tieni però a mente che l’isola presenta differenti microclimi, a seconda della zona che si visita. Soprattutto si può notare una certa differenza tra nord, più piovoso e fresco ed il sud, più soleggiato e caldo. Il vento è quasi sempre una costante, per cui le temperature percepite potrebbero essere inferiori, soprattutto al nord.

Per scegliere la stagione migliore per visitare l’isola, ti consigliamo il nostro articolo Viaggio a Tenerife: tutti i consigli utili. (a breve sul blog)

Dove dormire a Tenerife

L’isola di Tenerife offre un’ampia scelta di alloggi. Ti suggeriamo di scegliere il tuo resort, hotel, appartamento o b&b in base alla zona che intendi visitare. Non sottovalutare le distanze, soprattutto se intendi esplorare anche il nord, dove le strade sono più tortuose e per cui è necessario un maggior tempo per raggiungere un luogo opposto all’altro.

Noi avendo optato per esplorare principalmente il nord dell’isola, abbiamo scelto un alloggio che fosse abbastanza vicino ai luoghi che intendevamo vedere, ma anche perché, già dal sito di prenotazione, ce ne siamo innamorati al primo sguardo.

L’alloggio in questione, Papaya Cottage, si trova a Punta del Hidalgo, nella parte nord-est dell’isola. Tranquillo, immerso nel verde e con vista oceano, proprio come piace a noi.

Per maggiori informazioni su come scegliere il tuo alloggio dai un occhio a Dove dormire a Tenerife: le zone migliori dove alloggiare. (a breve sul blog)

Cosa vedere a Tenerife: il nostro itinerario di viaggio di 7 giorni

Durante il nostro viaggio a Tenerife abbiamo deciso di concentrarci principalmente ad esplorare il nord dell’isola, che presenta paesaggi più variegati tra loro, graziosi villaggi ricchi di storia, dall’architettura coloniale e dove si respirano antiche tradizioni ed un’atmosfera più autentica.

Non sono comunque mancate delle tappe a sud, lontane però dai classici itinerari turistici. Abbiamo infatti evitato le zone più frequentate e dove è possibile vivere la movida, come ad esempio Los Cristianos, Costa Adeje e Playa de las Américas, che Greta, in un viaggio precedente, aveva già visitato.

Per cui continua a leggere per scoprire le meraviglie che quest’isola può regalare, siamo certi che rimarrai sorpreso dalla bellezza dei paesaggi vulcanici, dalla natura selvaggia e dalle coste frastagliate con scogliere laviche e tanto altro.

Giorno 1: Garachico e Buena Vista del Norte

Abbiamo deciso di dedicare il primo giorno, del nostro viaggio a Tenerife, al grazioso e pittoresco villaggio di Garachico, affacciato sull’oceano e situato sulla costa nord ovest dell’isola. Riconosciuto, per il suo patrimonio architettonico ben conservato, come Pueblos más bonitos de España, ossia uno dei villaggi più belli di Spagna, oltre ad essere dichiarato Bene di Interesse Culturale.

A Garachico si trovano anche delle bellissime piscine naturali, El Caletón, formatesi grazie alla lava in seguito all’eruzione vulcanica che raggiunse la costa, perfette per farsi un bagno.

Per approfondire leggi Cosa vedere a Garachico: uno dei villaggi più belli di Spagna.

Da qui, a circa 10 km più a nord ovest, ci siamo poi spostati a Buena Vista del Norte, attraversando una strada fiancheggiata da numerose piantagioni di banane. Dopo aver parcheggiando nei pressi del particolarissimo Faro de Buenavista, abbiamo fatto una passeggiata fino a raggiungere delle piscine naturali e El Rayo, dove si trova un cratere ed un arco, formatisi entrambi grazie all’erosione da parte dell’oceano. L’accesso all’arco non è più consentito, essendo l’area molto fragile. Le leggende narrano che il cratere si sia formato in seguito alla caduta di un fulmine, da qui ne deriva il nome.

Giorno 2: La Orotava

Il secondo giorno l’abbiamo dedicato alla visita di La Orotava, una cittadina con un bellissimo centro storico. Siamo venuti qui principalmente per visitare la Casa de los Balcones, un museo realizzato all’interno di un edificio risalente al 1632. Si tratta di un’antica casa signorile dove spiccano i balconi in legno intagliati, che si possono ammirare sia all’esterno che all’interno.

Gli alloggi sono stati ricostruiti riproducendo le varie stanze, per cui è possibile ammirare la sala, la camera da letto, la cucina ed il bagno, con arredamenti originali dell’epoca, oltre ad un cortile con piante esotiche.

Un monumento storico che affascina il visitatore, un vero esempio di tipica architettura canaria, infatti ci è piaciuta davvero molto. L’ingresso è a pagamento e puoi acquistare il tuo biglietto per la Casa de los Balcones che include anche la visita al Molino de Gofio del Hoyo, anch’essa molto interessante. Qui è possibile vedere come veniva un tempo lavorato il gofio, la tipica farina di cereali tostati delle Canarie.

A La Orotava fin dal XVI secolo esistevano i mulini, proprio lungo la strada dove si trova il Molino del Hoyo scorreva un canale d’acqua e qui un tempo ne sorgevano ben 13.

Vale la pena passeggiare per il centro storico, osservando i vari edifici ed i balconi in legno. Puoi anche partecipare ad un free tour.

Abbiamo poi trascorso il resto del pomeriggio rilassandoci in una della nostre spiagge preferite, quella di Punta del Hidalgo, vicino al nostro alloggio, dove si trovano anche delle belle piscine naturali, perfetta tra l’altro per ammirare il tramonto, con vista sul Teide.

Ti consigliamo però di abbinare alla tua visita a La Orotava, la città di Puerto de la Cruz, distante poco meno di 20 minuti di auto.

Giorno 3: visita ad una piantagione di banane e Candelaria

Una delle coltivazioni primarie di Tenerife è il platano canario, per cui non puoi andartene dall’isola senza aver prima visitato una piantagione di banane.

Se ne trovano tantissime, ma non tutte organizzano dei tour per scoprire i segreti sulla coltivazione di questo frutto esotico. Noi abbiamo scelto una visita con degustazione, molto interessante e poi abbiamo avuto modo di assaggiare vari prodotti realizzati con queste banane, come marmellate, vino e tanto altro.

Questa piantagione si trova nel sud di Tenerife, nelle vicinanze dell’aeroporto. Per approfondire leggi anche Cosa fare a Tenerife: visita ad una piantagione di banane.

Terminata la visita al bananeto abbiamo fatto tappa a Playa Amarilla, una spiaggia distante solo nove minuti di auto, dove si trova il Monumento Natural de Montaña Amarilla.

Una spiaggia di ciottoli protetta da una montagna che si è creata in seguito a delle eruzioni vulcaniche. Le onde dell’oceano hanno poi contribuito ad una forte erosione, che ha portato alla luce i vari strati di magma ed una duna fossile, rendendo così questo luogo del tutto particolare.

Il colore ocra della montagna ed il blu dell’oceano contribuiscono alla bellezza di questa spiaggia, tanto da rendere il luogo un sito naturale protetto. Portati delle scarpette da scoglio, molto utili se intendi fare il bagno, altrimenti puoi semplicemente goderti il paesaggio.

Ci siamo poi spostati a Candelaria, distante 50 km più a nord est. Una cittadina di un certo interesse storico e religioso, qui infatti all’interno di una grotta è stata ritrovata la Vergine della Candelaria, patrona delle Isole Canarie, a cui è stata dedicata la Basilica di Nuestra Señora della Candelaria, dichiarata Bene di Interesse Culturale e meta di pellegrinaggio per i fedeli delle isole.

Inoltre Candelaria è fortemente legata alle tradizioni guance. I Guanci erano l’antica popolazione che abitava l’isola prima dell’arrivo dei colonizzatori spagnoli nel 1496. Ogni anno, il 14 agosto, viene fatta una rievocazione storica, in concomitanza con i festeggiamenti per la Vergine della Candelaria, che si dice fu ritrovata proprio da due pastori Guanci.

Ti suggeriamo di prendere parte ad un tour dei misteri e delle leggende di Candelaria.

Infine ti consigliamo di fare tappa a Playa de Punta Larga, dove si trova un bel lungomare con numerosi ristoranti e bar ed una lunga spiaggia di ciottoli e sabbia nera, anche attrezzata. Qui ci siamo fermati a gustarci un ottimo pranzo a base di pesce fresco. Leggi anche Cosa mangiare a Tenerife: 9 specialità da non perdere durante il tuo viaggio.

Giorno 4: Parco Rurale di Anaga

Uno dei luoghi più incredibili di Tenerife è senza dubbio il Parco Rurale di Anaga, dichiarato dall’Unesco Riserva della Biosfera.

Questo parco, con una superficie di 14.500 ettari, occupa gran parte della punta nord orientale dell’isola e si trova a a circa 20 km dalla capitale, Santa Cruz de Tenerife.

Il paesaggio è caratterizzato da una catena montuosa con cime frastagliate, valli profonde e baie dove si trovano splendide spiagge. Ma ciò che rende unico questo parco è sicuramente la sua foresta di laurisilva, un fossile vivente risalente a 40 milioni di anni fa.

Per apprezzare al meglio il parco, la sua flora e la sua fauna, ti suggeriamo di percorrere uno dei tanti sentieri che lo attraversano, così da poter ammirare le particolari piante di alloro, dai tronchi contorti e coperti di muschio. Ti sembrerà di essere finito in una foresta incantata de Il Signore degli Anelli.

Il parco è molto esteso, per cui ti consigliamo di dedicargli un’intera giornata. Per raggiungerlo dovrai salire in auto una serie di tornanti, però lungo il percorso si trovano alcuni punti panoramici dove fermarsi per scattare splendide foto, come il Mirador Batán, il Mirador Cruz del Carmen ed il Mirador Pico del Inglés e tanti altri. Il luogo più fotografato è uno stretto canyon di roccia e terra, sovrastato da piante di alloro, chiamato Camino Viejo al Pico del Inglés.

Il parco raggiunge un’altitudine fino a 1024 metri di altezza, per cui ti suggeriamo di partire con una felpa o una giacca, dato che qui le temperature si abbassano notevolmente, soprattutto se ti addentri nella foresta. Spesso la zona, al mattino, è avvolta dalla nebbia o da nuvole basse. Noi l’abbiamo visitato durante una splendida giornata di sole, ottima per le foto dai mirador, un pò meno per l’atmosfera mistica che speravamo di trovare all’interno del bosco avvolto dalla nebbia.

Molto bello il parco, per nulla apprezzato invece il traffico di auto che abbiamo trovato nel salire e le lunghe code per parcheggiare ai bordi delle strade per raggiungere i principali punti di interesse, a volte in strade strette a doppio senso di marcia.

Infine ti suggeriamo di fare tappa a Playa de las Teresitas, che si trova sulla costa sud del Parco di Anaga, nei pressi del villaggio di San Andrés. Si tratta di una bella ed ampia spiaggia artificiale, di fatti la sabbia dorata è stata importata dal deserto del Sahara. Grazie a dei frangiflutti è protetta dalle onde e molto tranquilla, perfetta per famiglie con bambini, inoltre è attrezzata e delle alte palme lungo il litorale le conferiscono un aspetto tropicale.

Giorno 5: Icod de los Vinos

Sempre sulla costa nord si trova Icod de los Vinos, dove è possibile ammirare il Drago Millenario, una delle piante più antiche del mondo, oltre che Monumento Nazionale e simbolo naturale dell’isola di Tenerife.

Questa particolare pianta, con più di 300 rami, è alta più di 15 metri, ha un diametro di 20 e 800 anni di età. L’albero è custodito all’interno del Parco del Drago, un giardino botanico di 3 ettari con ingresso a pagamento, puoi acquistare il tuo biglietto qui.

Il parco è molto interessante per poter osservare le varie specie endemiche dell’isola. Ti suggeriamo poi di fare anche una visita al Mariposario del Drago, che si trova proprio accanto. In questa serra è stato ricostruito un giardino tropicale dove è possibile ammirare più di 800 farfalle in libertà, oltre che alcuni pappagalli. Sarà bellissimo passeggiare all’interno con le farfalle che ti volano intorno.

Vale anche la pena fare un giro nel centro del paese, a tal proposito puoi partecipare ad un free tour.

In seguito ci siamo spostati a Cueva del Viento, incuriositi dai cartelli che lo indicavano. Questa località si trova in posizione panoramica ai piedi del Teide. La particolarità del luogo è senza alcun dubbio il tunnel vulcanico formatosi 27.000 anni fa ed esteso per 18 km, quarto più lungo al mondo.

Si tratta di un vero tesoro geologico, un labirinto di passaggi sotterranei e gallerie, dove osservare stalattiti e laghi di lava, un vero viaggio al centro della Terra in stile Jules Verne. Il nome deriva dalle potenti correnti d’aria che attraversano il tunnel e al suo interno sono state rinvenuti resti fossili di alcuni vertebrati estinti. Sebbene questo luogo fosse già noto ai Guanci, pensa che è stato riscoperto solo nel 1969.

L’ingresso al tunnel è a pagamento e i biglietti sono limitati e vanno prenotati per tempo. Trovi tutte le informazioni sul sito ufficiale.

Se arrivi qui, anche solo per goderti il panorama, fai attenzione alla strada, in salita e con una pendenza importante, a noi ci si è surriscaldato il motore dell’auto, perché nel salire abbiamo trovato dei trattori per la Fiesta del Rosario, che andando piano ci hanno bloccato sulla salita.

Giorno 6: da Tegueste a Tacoronte fino a El Pris

Questa giornata l’abbiamo dedicata ad esplorare un pò la zona più vicina al nostro alloggio. Su suggerimento della nostra host abbiamo fatto tappa ad un paio di Mercadillo del Agricultor, molto diffusi nelle zone rurali dell’isola. Si tratta di mercati coperti dove gli agricoltori portano i loro prodotti in vendita. Sono aperti principalmente nel weekend e sono perfetti per immergersi con i locali, tra colori, profumi e sapori.

Di fatti l’isola di Tenerife, grazie al suo clima ed al terreno vulcanico, permette la coltivazione di numerose piante da frutta esotica. Oltre alla banana, si possono trovare papaya, avocado, dragon fruit e tanto altro. Abbiamo potuto acquistare alcuni frutti, assaggiare il succo di guarapo, realizzato con la canna da zucchero e dei dolcetti tipici a base di patata dolce.

Siamo stati prima al Mercadillo de Tegueste e poi al Mercadillo de Tacoronte.

Da qui ci siamo poi spostati ad un meraviglioso belvedere, il Mirador los 500 escalones, da cui è possibile godere di una vista favolosa sulla costa, sul Teide e su una spiaggia di sabbia nera, unico problema sono i 500 scalini che bisogna percorrere per scendere e poi risalire, ma ti assicuriamo che ne vale assolutamente la pena, la vista è davvero wow!

Infine abbiamo raggiungo El Pris, una località davvero autentica. Si tratta di un villaggio di pescatori, affacciato su una piccola baia con una spiaggia di sabbia nera e ciottoli ed una piscina naturale, perfetta per ammirare il tramonto. Noi purtroppo non siamo stati così fortunati, di fatti nel pomeriggio il meteo è cambiato ed ha persino piovuto, nonostante il maltempo abbiamo amato comunque il paesaggio e l’oceano burrascoso, con le onde che andavano a lambire la spiaggia.

El Pris è la località perfetta dove gustare la gastronomia tipica di Tenerife, proprio per via della sua autenticità, di fronte alla piscina naturale si trovano alcuni ristoranti dove gustare piatti canari, tra l’altro qui abbiamo trovato solo locals e nessun turista.

Giorno 7: visita ad una cantina nella zona dei vigneti di El Sauzal

Forse non lo sai, ma a Tenerife viene coltivata la vite e vengono prodotti ottimi vini, dall’aroma molto particolare, un mix dovuto al clima atlantico e al terreno vulcanico, ricco di minerali.

Vale la pena fare una tappa in una delle cinque regioni vitivinicole presenti sull’isola. Noi abbiamo scelto di visitare El Sauzal che si trova nella regione di Tacoronte-Acentejo, dove si concentrano ben 5 DOP. Abbiamo così visitato una cantina e fatto una degustazione dei loro vini, accompagnata da formaggi locali, perfetti per apprezzare al meglio la mineralità dei vini.

La tradizione vinicola in questa zona risale ai tempi antichi, qui si trovano diverse cantine storiche, in posizione panoramica sull’oceano, peccato che noi abbiamo trovato un meteo nuvoloso.

Puoi prenotare la tua degustazione di vini accompagnata da formaggi, così avrai modo di visitare la cantina e i vigneti che producono uve autoctone che dal 1750 danno vita a vini di carattere, alcuni affinati in botte. Qui si trova anche un ristorante panoramico con vista sul vigneto.

El Sauzal è famoso anche per ospitare la Casa del Vino e del Miele, un museo situato all’interno di una tipica architettura rurale canaria, dove è possibile anche fare una degustazione, ideale per conoscere la storia del vino sull’isola. Acquista il tuo biglietto d’ingresso con degustazione.

Abbiamo poi raggiunto Santa Úrsula, dove abbiamo trovato una fantastica scultura all’interno del parco pubblico La Quinta, si tratta de La Gigantessa. Alta 4 metri, raffigura una donna avvolta da una lussureggiante vegetazione, tipica del luogo ed è perfetta per uno scatto fotografico.

Infine abbiamo concluso visitando San Cristóbal de La Laguna, antica capitale di Tenerife e dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Si tratta della città più grande dell’isola e fu fondata nel 1497 dal conquistatore spagnolo Alonso Fernández de Lugo, i cui resti si trovano nella Cattedrale di San Cristóbal, una delle chiese più importanti dell’isola. Acquista i biglietti di ingresso.

Altro edificio che merita di essere visitato è la Chiesa di Nuestra Señora de la Conceptión. Costruita nel 1497, subito dopo l’arrivo dei conquistadores, è la chiesa più antica di Tenerife. Puoi salire anche sulla torre campanaria in pietra scolpita, uno dei punti architettonici di riferimento del centro storico e da cui è possibile godere di una bella vista sulla città, fino al mare.

Di fronte si trova invece la Casa Museo Cayetano Gómez Felipe, una casa tradizionale canaria costruita nel 1703, molto affascinante. Puoi partecipare ad un free tour della città per scoprire tutti gli altri luoghi da visitare.

Altri luoghi da visitare a Tenerife

Noi ti abbiamo raccontato il nostro itinerario, ma ovviamente a Tenerife c’è molto di più da vedere. In effetti trattandosi di un’isola molto grande le distanze non sono da sottovalutare. Abbiamo preferito vedere meno, ma con più calma e godendoci l’atmosfera dei luoghi, nessuno ci vieta di tornare un’altra volta per visitare altro, anzi.

Di seguito ti elenchiamo alcuni luoghi che meritano una tappa.

Punta de Teno è considerato il punto più occidentale dell’isola, oltre ad essere uno dei luoghi meno accessibili di Tenerife. Infatti per gran parte dell’anno la strada d’ingresso è chiusa al pubblico, proprio per preservare la zona del Parco Rurale de Teno. Qui si trova anche l’antico faro, ben visibile se prendi parte ad un giro in barca, unico modo per visitare la zona quando non è possibile accedervi via terra.

Altro luogo è il piccolo villaggio di campagna di Masca, immerso in una natura lussureggiante nell’area del Massiccio del Teno a 600 metri di altitudine.

Con solo 90 abitanti e per via delle difficoltà nel raggiungerlo è rimasto negli anni un angolo autentico sull’isola. Tieni però presente che per arrivarci devi percorrere una stretta strada a tornanti, in alternativa puoi prendere parte ad un tour alle Gole di Masca, insieme ad una guida escursionistica. Il tour include anche la tariffa necessaria per l’ingresso, introdotta nel 2024, per gestire l’afflusso di turisti in questa delicata area del Parco Rurale di Teno.

Poco più a sud di Masca, si trovano delle scogliere di basalto di origine vulcanica, alte fino a 600 metri e che si estendono per 10 km sull’Oceano Atlantico, chiamate Los Gigantes. Si possono ammirare da alcuni punti, come ad esempio il Mirador Archipenque. In alternativa dal mare, partecipando magari ad un tour con avvistamento cetacei, si perché lungo le coste di Tenerife sono presenti specie stanziali e migratrici di balene e delfini.

Infine il Teide, con i suoi 3715 metri è la vetta più alta di tutta la Spagna, oltre che il terzo vulcano più alto al mondo. Sempre ben visibile da ogni parte dell’isola, nuvole permettendo, è divenuto Patrimonio Naturale dell’Umanità ed il suo Parco Nazionale è il più visitato d’Europa.

È possibile raggiungere il parco in autonomia da vari punti, oppure partecipare a tour guidati, come ad esempio raggiungere la vetta con la funivia, oppure fare un tour al tramonto per osservare le stelle, unico problema è il meteo. Spesso infatti il Teide è completamente coperto dalle nuvole e questo non ti permetterebbe di ammirare il panorama, oltre al fatto che con forte vento la funivia viene fermata. Noi avremmo voluto salire gli ultimi giorni, ma abbiamo trovato mal tempo con pioggia. Ti suggeriamo quindi di prenotare i tour nei primi giorni del tuo viaggio, così in caso di condizioni meteo avverse avrai modo di riprogrammarlo nei giorni successivi.

Ci sarebbe molto altro da vedere, ma siamo convinti che un solo viaggio di 7 giorni non sia abbastanza per esplorare tutta l’isola, soprattutto se la si visita per la prima volta.


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