Una città sottovalutata, a detta dei suoi stessi abitanti, nonostante sia ricca di storia, angoli suggestivi e tesori nascosti, che meritano di essere scoperti.
In questo articolo vogliamo suggerirti cosa vedere a Pavia in un giorno, tra luoghi più noti e alcuni davvero poco conosciuti.
Tra l’altro abbiamo scoperto che la maggior parte dei siti sono ad ingresso gratuito, per cui una ragione in più per visitare questa bellissima cittadina lombarda. Oltre al fatto che grazie alla sua vicinanza con Milano, è comodamente raggiungibile sia in auto, che in treno.

Come raggiungere Pavia e dove parcheggiare
La città di Pavia, situata a poco meno di 50 km a sud di Milano, è facilmente raggiungibile in auto in circa un’ora di strada, imboccando prima la A7 e proseguendo poi lungo la A53.
Se decidi di utilizzare l’auto come mezzo di trasporto, sappi che in città ci sono diversi parcheggi. Noi ti consigliamo quello in Via Indipendenza, 13. Qui trovi un ampio parcheggio gratuito ed in circa 10 minuti a piedi raggiungerai il Castello Visconteo, prima tappa di questo nostro itinerario.
Pavia però è anche raggiungile in treno, dalla Stazione Centrale di Milano, il viaggio dura circa mezz’ora, senza cambi. La stazione dista circa 15 minuti a piedi dal Duomo e dal centro città. Verifica subito orari e tariffe.
Cosa vedere a Pavia: tutti i luoghi del nostro itinerario
Pavia è una città abbastanza piccola ed il suo centro storico è molto bello e vivace, di fatti essendo sede di un’importante università è molto frequentata da giovani.
I luoghi di interesse sono tutti abbastanza concentrati, per cui puoi anche pensare di raggiungerla comodamente in treno dalla Stazione Centrale di Milano. La si visita bene in giornata e a piedi ed è perfetta per una bella gita fuori porta.
Noi abitando vicini ci siamo stati in giornata, ma se vuoi soggiornare a Pavia allora dai un occhio alle strutture disponibili.
Di seguito ti elenchiamo i luoghi che abbiamo visitato noi, ovviamente durante il nostro tour non poteva mancare una pausa golosa. Per cui continua a leggere per scoprire tutte le bellezze e non solo di Pavia.
Castello Visconteo
Il nostro itinerario è partito dal Castello Visconteo. Questo imponente edificio venne costruito su volere di Galeazzo II Visconti, Signore di Pavia, a partire dal 1360. Egli volle spostare la sua corte da Milano a Pavia, un tempo antica capitale del regno Longobardo.
Il castello è circondato dai Giardini del Castello Visconteo, ciò che rimane di quello che un tempo era un immenso parco di caccia che si estendeva fino alla Certosa di Pavia.

All’intero del castello sono ospitati i Musei Civici, con sezioni dedicate a mostre temporanee, all’arte, con affreschi di età viscontea e sforzesca e all’archeologia.
Il castello può essere visitato solo durante gli orari di apertura dei musei ed il costo di ingresso al cortile, al porticato ed al loggiato è di 1,00 Euro. Sul sito ufficiale puoi verificare orari di apertura e costi di accesso alle sale museali.
Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro
A meno di 5 minuti a piedi dal castello si trova la Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, una bellissima chiesa in stile romanico, fondata da Liutprando, re Longobardo.
L’esterno in mattoni rossi è molto semplice, ma il suo interno ti lascerà senza fiato, grazie alla meravigliosa volta dorata ed affrescata, da qui il suo nome.

Questa chiesa è famosa perché al suo interno è custodita l’Arca di Sant’Agostino, che conserva i resti del santo, spostati qui da Cagliari proprio da Liutprando, il quale aveva timore che potessero essere trafugati dai saraceni durante le varie incursioni nel Mediterraneo.

Realizzato nel ‘300 in marmo, è decorato con statue di angeli, santi e vescovi, se ne contano più di 150. L’Arca si trova nel Presbiterio, alle spalle dell’altare, proprio sotto il ciel d’oro.
Oltre a San’Agostino pare che qui sia sepolto anche lo stesso re Liutprando.
L’ingresso alla chiesa è gratuito e l’accesso è consentito dalle 7 alle 12 e dalle 15 alle 19.
Le torri medievali di Pavia
Il centro storico di Pavia passa da Strada Nuova, un lungo viale dove si trovano negozi, ristoranti e caffetterie e che conduce al fiume Ticino.
A un certo punto la strada incrocia sulla sinistra C.so Mazzini e seguendo le indicazioni si arriva alle torri medievali, situate in P.zza Leonardo da Vinci, proprio accanto all’Università di Pavia.

Qui è possibile vedere solo tre delle numerose torri medievali che un tempo sorgevano in città, costruite intorno all’anno mille, non tanto a scopo difensivo, ma più come puro simbolo di grandezza da parte delle famiglie più influenti dell’epoca in città.
Di fronte alle torri si trova la Cripta di San’t Eusebio, ciò che resta di un’antica basilica del VI secolo. La cripta è visitabile solo ogni prima domenica del mese su prenotazione. Trovi maggiori dettagli qui.
Ponte Coperto e Borgo Ticino
Il nostro itinerario è proseguito verso il Ponte Coperto, immagine simbolo di Pavia. Il ponte attraversa il fiume Ticino e collega il centro storico della città con il pittoresco e colorato quartiere di Borgo Ticino, un tempo villaggio di pescatori.

Lungo 216 metri è realizzato in muratura con cinque arcate. Al centro si trova una piccola cappella. Quello attuale è una costruzione recente, di fatti venne realizzato tra il 1949 ed il 1951, sui resti di un ponte coperto risalente al ‘300 e distrutto in parte dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, il quale però a sua volta sorgeva su un antico ponte romano.
Il ponte può essere attraversato sia a piedi che in auto. Lungo la sponda affacciata su Borgo Ticino si trova una statua in bronzo raffigurante una lavandaia, proprio a ricordare un’antica arte un tempo molto diffusa lungo le sponde del fiume, pare infatti che i signori di Pavia si facessero lavare i panni da queste donne proprio nei pressi del borgo.

Tutta la zona intorno al ponte è perfetta per una passeggiata, inoltre sui prati che costeggiano il fiume spesso i pavesi ed i turisti si rilassano durante le belle giornate di sole.
Inoltre da Borgo Ticino si ha una bella visuale sul ponte, sul Duomo e sulla città, una perfetta cartolina pavese.
Duomo di Pavia
Dal ponte abbiamo raggiunto il centro storico per visitare il Duomo di Pavia, dedicato a Santo Stefano e Santa Maria Assunta.
Si tratta di un edificio imponente di epoca rinascimentale e spicca per via della sua cupola di forma ottagonale. Alta 97 metri, è la terza più grande d’Italia, dopo quelle di S. Pietro a Roma e Santa Maria del Fiore a Firenze.

Il Duomo è stato costruito e completato in varie fasi a partire dal 1488 e fino al 1930, anno in cui venne posta l’ultima pietra. Tra le varie persone a dare un contributo alla realizzazione della chiesa ci fu anche Leonardo da Vinci.
Gli interni sono molto luminosi e custodiscono le spoglie di San Siro, primo vescovo di Pavia e patrono della città. Ma non solo, qui si trova anche un reliquiario che pare contenga le spine della corona di Cristo.
L’accesso al Duomo è gratuito, con apertura negli orari 7.00-12.30 e 14-18.30.
Piazza della Vittoria
Oltrepassato il Duomo si raggiunge Piazza della Vittoria, il salotto di Pavia. Si tratta di un’ampia piazza dove si affacciano diversi bar e ristoranti che nelle belle giornate di sole mettono tavolini all’esterno. In qualsiasi ora del giorno puoi trovare gente seduta a gustare un caffè, oppure un’aperitivo.
In piazza si trova anche il Palazzo del Broletto, un antico edificio risalente al XII secolo ed attualmente sede del municipio.
Sul lato opposto si trova invece il Mercato Ipogeo di Pavia, un mercato sotterraneo e coperto, costruito nel 1958, dove trovare anche negozi di alimentari e bar.
Dalla piazza si raggiungono le due vie principali di Pavia, C.so Cavour e Strada Nuova, dove ci sono negozi e vari locali.
Chiesa di San Giovanni in Domnarum
Da Piazza della Vittoria abbiamo proseguito verso Via Mascheroni, qui di fronte al Liceo Scientifico Taramelli, in un cortile che passa alquanto inosservato, inglobata tra le case, si trova una delle chiese più antiche di Pavia.
Si tratta della Chiesa di San Giovanni in Domnarum. Al suo interno si trova una bellissima cripta affrescata risalente all’epoca longobarda.

Di fatti la chiesa venne edificata nel 654 per volere dalla figlia della regina Teodolinda, doveva fungere come suo luogo di sepoltura. Il nome Domnarum fa riferimento al fatto che al suo interno ci fosse una fonte battesimale riservata solo alle donne.
La cripta interrata per secoli venne scoperta solo nel 1914. Vale la pena una visita, una vera chicca che probabilmente in pochi conoscono.

L’ingresso alla chiesa ed alla cripta è gratuito, ma è gradita un’offerta per il mantenimento di quest’ultima. Orari di apertura dalle 7 alle 19, esclusi quelli in cui vengono celebrate le S. Messe, tutti i giorni alle 9.30 e alle 10.30 nei festivi.
La Certosa di Pavia
A circa 8 km a nord di Pavia, immersa nelle campagne, nell’omonimo comune, si trova la meravigliosa Certosa di Pavia. Un capolavoro in stile tardo gotico e rinascimentale, un complesso monumentale composto da monastero e santuario.

Il monastero fu voluto da Gian Galeazzo Visconti, che ne depose proprio la prima pietra nel 1396. Doveva fungere da cappella di famiglia ed un tempo era collegata al Castello Visconteo tramite un passaggio nel parco.
Nel 1866 è stata dichiarata monumento nazionale e dal 1868 ospita al suo interno una comunità di monaci cistercensi. La facciata in marmo è riccamente decorata con angeli, profeti, santi e monarchi.
Gli interni sono ancora più belli, peccato che siano vietati foto e video. A colpirci subito alcune figure di monaci dipinti che, come guardiani del luogo, si affacciano dall’alto da alcune finestre realizzate con la tecnica del trompe-l’oil.

Nella Certosa si trovano la tomba di Gian Galeazzo Visconti ed al lato opposto il monumento funebre a Ludovico il Moro e Beatrice d’Este, personaggi molto importanti per la storia del sito, dato che entrambi ne finanziarono la costruzione.
L’ingresso è gratuito, è possibile partecipare tutti i giorni a visitate guidate a cura dei monaci, ad offerta libera. Gli orari di accesso variano in base alla stagione, verificali sul sito ufficiale.
All’interno della Certosa si trova anche un negozio dove i monaci vendono prodotti erboristici creati con le loro antiche ricette.
Se viaggi in macchina puoi parcheggiare nel parcheggio a pagamento della Certosa. Noi però l’abbiamo lasciata gratis in Via Repubblica, a circa 12 minuti a piedi. Se viaggi in treno puoi raggiungerla in meno di 10 minuti da Pavia, la stazione di Certosa di Pavia dista circa 20 minuti a piedi dal monumento.
E se dopo la visita ti è venuto appetito allora ti suggeriamo un pranzo in agriturismo, dove oltre a degustare piatti della tradizione potrai anche vedere gli animali della fattoria, oche, caprette, galline e pony.
Cosa fare a Pavia: tappa golosa
Ti avevamo promesso una tappa golosa ed ecco che allora non possiamo che suggerirti di fare a Pavia una tappa nell’antica Pasticceria Vigoni, situata in centro lungo Strada Nuova 100. Qui nel 1878 Enrico Vigoni sfornò la sua prima Torta Paradiso, che da allora continua ad essere prodotta e servita nel locale.

Divenuta un simbolo artigianale di Pavia ma anche della pasticceria italiana.

Entra ed accomodati ad uno dei tavoli per gustarti una fetta di questa torta friabile, dal sapore delicato di vaniglia e limone.
Cosa mangiare a Pavia
Purtroppo durante il nostro tour non abbiamo avuto modo di gustarci un pranzo in città. Ma non significa che non possiamo darti qualche consiglio su cosa mangiare a Pavia.
Il territorio fuori Pavia è caratterizzato da campagne coltivate a riso, immense distese di terra e acqua. Con 85000 ettari coltivati è la provincia italiana prima produttrice del cosiddetto oro bianco, il riso.
Va da se che con questa premessa non puoi lasciare Pavia senza aver assaggiato un buon risotto, nella sua versione più classica con salsiccia e Bonarda. Ma non solo, anche riso e latte è un tipico piatto da gustare in zona. Un piatto che per Greta profuma di infanzia.
Altra specialità e la zuppa alla pavese, un piatto povero e con tanta storia alle spalle. Realizzato con brodo di carne, pane raffermo, uovo e parmigiano. Pare che questa pietanza risalga ai tempi della battaglia di Pavia, nel 1525. Si narra che Francesco I di Francia, in seguito alla sconfitta da parte di Carlo V, si rifugiò nelle campagne pavesi e la contadina che lo ospitò gli preparò questa zuppa con ciò che aveva in casa.
Tra i secondi piatti, legati al territorio e all’acqua, troviamo le rane, servite sia fritte che in umido, oppure le alborelle fritte o in carpione.
Cosa vedere nei dintorni di Pavia
Sia Pavia che i suoi dintorni sono a nostro parere una delle zone più sottovalutate della Lombardia e probabilmente d’Italia.

Eppure nella zona dell’Oltrepò Pavese si possono visitare alcuni borghi, inseriti nel circuito dei Borghi più belli d’Italia, come Varzi, Zavattarello, Fortunago e Golferenzo. Senza parlare poi dei bellissimi paesaggi collinari e vitivinicoli che caratterizzano questo territorio.
Potrebbe interessarti cosa vedere in Oltrepò Pavese: itinerario tra borghi, castelli e sapori.
Alta cittadina pavese che merita una visita è Vigevano, con la sua bellissima Piazza Ducale, il Castello Visconteo-Sforzesco e la Cattedrale. Se passi da queste parti nel periodo natalizio allora potrebbe interessarti cosa fare a Vigevano a Natale.
Per non parlare poi della vicina Milano. Potrebbe interessarti il nostro itinerario in una Milano insolita.
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6 Responses
È mia intenzione fare un weekend a Pavia e ho trovato le vs. Indicazioni ed i vs. Commenti estremamente utili.
Penso possa essere utile e piacevole seguirVi,
A partire da oggi.
Ti ringraziamo Lorenzo per l’apprezzamento 😀 se hai piacere puoi anche iscriverti alla newsletter per ricevere idee e consigli per i tuoi prossimi viaggi!
Bell’articolo, complimenti.
Grazie mille Roberto, ci fa davvero piacere sapere che hai apprezzato il nostro articolo su Pavia.
Grazie per il bellissimo articolo, detto da una “pavese doc”!
È anche un mio pensiero che Pavia sia la città piu sottovalutata in Lombardia e in Italia
Ricca di tantissime chiese di importanza storica tra cui ad esempio S. Michele Maggiore o S Teodoro e molte molte altre
Speriamo che susciti un interesse maggiore, Col tempo !
Grazie mille Lorella, ci fa davvero piacere il tuo apprezzamento al nostro articolo!