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Cosa mangiare in Romania: 11 specialità da assaggiare (anche) in Transilvania

Cosa mangiare in Romania Papanasi

Sommario

Se stai per partire per un viaggio in questa terra straordinaria, c’è una cosa che devi sapere fin da subito: la cucina locale ti sorprenderà tanto quanto i suoi castelli fiabeschi. Capire cosa mangiare in Romania significa immergersi in un vero e proprio viaggio nei sensi, alla scoperta di una tradizione culinaria ricca, generosa e sostanziosa, nata come un incredibile crocevia di culture in cui i sapori balcanici si intrecciano con influenze ungheresi, slave e sassoni.

Durante il nostro on the road di 9 giorni abbiamo letteralmente esplorato il territorio un boccone alla volta. In questo articolo abbiamo selezionato per te 11 specialità imperdibili da assaggiare in Transilvania, accompagnate dai nostri consigli pratici su taverne tradizionali dove mangiare e street food che devi assolutamente provare.

Prepara la forchetta: si parte per un viaggio ad altissimo tasso di gusto.

Cosa mangiare in Romania: alla scoperta di una cucina crocevia di culture e sapori

Se vuoi capire davvero cosa mangiare in Romania per vivere un’esperienza gastronomica memorabile, devi dimenticare i sapori delicati e prepararti a una cucina robusta, genuina, ricca di contrasti e sapori. La tradizione culinaria di questo Paese è uno straordinario specchio della sua storia: un crocevia di culture unico in Europa, dove le antiche ricette contadine si sono messe a tavola con le influenze dei popoli vicini e dei dominatori del passato.

L’impronta dell’Impero Ottomano si fonde con i piatti della tradizione slava e balcanica, mentre addentrandosi nel cuore della Transilvania si puà subito notare una fortissima ed elegante eredità lasciata dalla cucina ungherese e da quella sassone (tedesca). Il risultato? Una varietà sorprendente di zuppe, carni speziate cotte alla brace o affumicate, formaggi artigianali saporiti e dolci fritti da perdere la testa, il tutto a prezzi incredibilmente accessibili e porzioni sempre molto generose.

Tra gli ingredienti base più diffusi nella cucina romena vi sono di sicuro le verdure, nei mercati contadini, ma anche lungo le strade potrai notare banchi stracolmi di cavolo cappuccio, patate, cetrioli, peperoni e zucca, soprattutto nella stagione autunnale. Abbiamo persino visto i nostri vicini di appartamento, residenti a Sibiu, nella preparazione della varză murată, mettendo a fermentare i cavoli all’interno di un bidone. Un pratica di conservazione molto diffusa in Romania, soprattutto in previsione dell’inverno.

Mentre la murături în saramură è un altro metodo di conservazione molto in voga per frutta e verdura, come ad esempio per cetrioli, peperoni, mele, cavolfiore e viene effettuata per lattofermentazione naturale, senza l’utilizzo di aceto. Questo metodo conferisce agli ortaggi o alla frutta un gusto acidulo, ma più morbido. Questi prodotti fermentati li troverai spesso d’accompagnamento nei veri piatti.

Ma vediamo quali specialità romene, tra piatti principali, street food e dolci devi assolutamente assaggiare durante il tuo viaggio.

🗺️ Stai pianificando un viaggio on the road? Ti suggeriamo di leggere il nostro Itinerario in Transilvania di 9 giorni: on the road tra castelli e tappe gourmet, con tutti i nostri consigli pratici per organizzare il viaggio e alcune gemme nascoste che in pochi visitano durante i classici tour.

1. Ciorbă (zuppa acida)

Questa è in assoluto una delle specialità che devi assolutamente assaggiare durante il tuo viaggio in Romania. La ciorbă è il pilastro della cucina rumena. Si tratta di una zuppa dal sapore tipicamente acido, caratteristica data dal borș, un liquido fermentato a base di crusca, ma anche dalla presenza di succo di limone, una salamoia di verza e dalla panna acida (smântână).

Ideale per riscaldarsi nelle giornate più fredde, ma anche come comfort food dopo un’intera giornata passata ad esplorare le meraviglie di questo Paese.

Esistono tantissime varianti, dalla più classica ciorbă de fasole (zuppa di fagioli con pezzi di carne di maiale affumicata), alla ciorbă de burtă (zuppa tradizionale di trippa) oppure la ciorbă con verdure o quella ai funghi. Spesso viene servita direttamente dentro a una pagnotta di pane fatta in casa, svuotata della mollica. Il pane assorbe lentamente il brodo saporito e, una volta finita la zuppa, puoi letteralmente mangiarti il piatto, una vera goduria. Come accompagnamento spesso viene portata in tavola anche della cipolla cruda tagliata a spicchi e un peperoncino fresco, quest’ultimo da sminuzzare e aggiungere a piacimento nella zuppa.

2. Sarmale (involtini di verza)

Tra i piatti tradizionali per eccellenza vi sono i sarmale: deliziosi involtini di foglie di verza fermentata, che racchiudono un ripieno ricco e saporito di carne macinata mista (maiale, manzo e pancetta affumicata), riso, cipolla e spezie.

Vengono cotti lentamente per ore in grandi pentole di terracotta per fare in modo che la carne rimanga morbidissima. Nei ristoranti tradizionali ti vengono serviti caldissimi e accompagnati immancabilmente da una generosa cucchiaiata di panna acida e da un peperoncino piccante. Un equilibrio di sapori pazzesco.

A volte i sarmale vengono preparati avvolti in foglie di vite e per questo ci hanno ricordato un pò i dolmades mangiati spesso in Grecia.

3. Mămăligă (polenta tradizionale rumena)

Se c’è un elemento che fa da comune denominatore a quasi ogni pasto in Romania, è senza dubbio la mămăligă. Storicamente considerata il cibo dei contadini per la sua semplicità, oggi è l’accompagnamento nobile e immancabile per i piatti più ricchi della tradizione. Si tratta di una polenta di mais dalla consistenza variabile, ma solitamente molto soda e compatta e dal colore giallo intenso.

Viene servita come base per stufati di carne o di verdure, come accompagnamento per i sarmale oppure per la carne alla brace, insomma un sorta di sostituto del pane. Un piatto semplice e genuino.

Noi l’abbiamo gustata anche con uno stufato di funghi misti, davvero ottima e ricca di gusto.

4. Bulz (pasticcio di polenta)

Se la mămăligă è la base, il bulz (specialmente nella versione tradizionale della Transilvania, noto come bulz ardelenesc) è la sua evoluzione più golosa e sostanziosa. Un piatto rustico e dal sapore straordinario che abbiamo amato moltissimo durante il nostro viaggio.

Si prepara con la polenta calda, stratificandola all’interno di una ciotola di terracotta (oppure modellandola a forma di pallottole), farcendola nel cuore con una quantità generosa di brânză de burduf, un formaggio salato di pecora tipico delle zone montane, dal gusto decisamente forte, intenso e leggermente piccante. Il tutto viene poi passato al forno finché il formaggio non si fonde completamente e completato, proprio come lo abbiamo gustato noi, con una generosa colata di panna acida, a volte viene anche servito con un uovo fritto sopra. Il bulz esiste anche in versione più gourmet, dove oltre al formaggio e alla panna acida vengono aggiunti pancetta di maiale e salsicce affumicate.

Se ami la polenta non puoi lasciare la Transilvania senza aver assaggiato questo piatto montano sostanzioso.

5. Mici o Mititei (polpette cilindriche di carne e spezie)

Tra le specialità alla griglia serviti nelle taverne tradizionali non possono mancare i mici (chiamati anche mititei, che significa “piccolini”). Sono a tutti gli effetti i re indiscussi delle grigliate rumene.

Si tratta di cilindretti di carne macinata (solitamente un mix di maiale, manzo e agnello) generosamente speziati con aglio, pepe, anice e bicarbonato di sodio. Quest’ultimo è il vero segreto della ricetta, perché conferisce alla carne una consistenza unica, incredibilmente morbida e spugnosa all’interno durante la cottura. Vengono cotti rigorosamente sulla brace rovente e vanno mangiati caldissimi. Il modo tradizionale per gustarli al meglio è ordinarne una porzione accompagnata da una buona senape locale leggermente dolce e una birra rumena ghiacciata per completare l’opera.

6. Tochitură (stufato tradizionale rumeno)

Tra le specialità a base di carne vi è la tochitură: uno degli stufati più ricchi, sostanziosi e amati di tutta la cucina rumena, una vera e propria celebrazione della carne di maiale.

La ricetta tradizionale prevede che i bocconcini di carne di maiale, la pancetta e le salsicce locali vengano cotti lentamente in un tegame (spesso di terracotta) insieme a un bicchiere di vino bianco, aglio e spezie, fino a diventare incredibilmente teneri e saporiti. In Transilvania è facile trovarne anche una variante arricchita con un tocco di sugo di pomodoro.

Solitamente viene servito a tavola accompagnato con la polenta calda, ma anche con un uovo fritto oppure con una generosa dose di formaggio grattugiato o sbriciolato, tradizionalmente la telemea, il tipico formaggio salato di pecora o mucca simile alla feta greca. A parte invece vengono serviti dei cetrioli o peperoni affettati, rigorosamente in salamoia, un modo per “sgrassare” il piatto. Insomma una vera esplosione di sapori rustici a cui è impossibile resistere!

7. Plăcintă cu varză (un tortino tradizionale ripieno di cavolo)

Se ami i prodotti da forno e vuoi assaggiare uno spuntino che profuma di vera tradizione contadina, devi assolutamente prendere una plăcintă cu varză in uno dei tanti forni artigianali che si trovano nelle città, ma anche lungo le strade. La plăcintă è una specialità antichissima (le sue origini risalgono addirittura all’epoca romana) e consiste in una pasta sfoglia o di pane sottile e dalla forma tonda, farcita e poi cotta al forno o fritta in padella.

La versione ripiena di cavolo (varză) è un vero e proprio capolavoro di semplicità. Il cavolo cappuccio viene tagliato finissimo e stufato lentamente con cipolla, strutto (o olio) finché non diventa dolcissimo, morbido e saporito. Questo ripieno viene poi racchiuso nella sfoglia che, durante la cottura, diventa dorata e croccante.

Si trova anche sui menù dei ristoranti tradizionali, ma per noi è stato decisamente lo street food che ci ha svoltato i pranzi, essendo sostanzioso e davvero economico. Ideale da gustare caldo mentre si passeggia tra i vicoli delle città medievali.

8. Covrigi (i tipici bretzel romeni)

Se c’è uno spuntino che unisce tutti i rumeni a qualsiasi ora del giorno, questo è il covrig (al plurale covrigi). Si tratta di grandi ciambelle di pane che ricordano la consistenza e la lavorazione dei bretzel tedeschi. Dalla forma a ciambella e ricoperte di semi di sesamo, papavero o zucca e cotti nel forno a legna per renderli dorati e croccanti all’esterno, ma soffici all’interno.

Passeggiando per le città della Transilvania noterai ad ogni angolo delle piccole vetrine con una finestrella dove poter ordinare il tuo street food preferito. Passandoci accanto sarai rapito dal profumo irresistibile di pane appena sfornato.

Oltre alla versione più classica ne esistono anche di più golose, ad esempio farciti all’interno con formaggio simile alla feta (covrig cu brânză) e possono assumono anche forme differenti, tipo rotolo rustico (rulou cu brânză), diffuso anche nella versione con spinaci (rulou cu spanac).

Costano tutti pochissimi Euro e sono lo spuntino ideale da gustare tra una visita e l’altra.

9. Langoși (l’irresistibile frittella romena)

Tra gli street food più popolari, golosi e diffusi che incontrerai durante il tuo viaggio in Romania vi è il langoși (o lángos), una specialità di origine ungherese che è entrata a far parte a tutti gli effetti della tradizione culinaria del Paese.

Si tratta di un grande disco di pasta lievitata (simile a quella della pizza) che viene fritto nell’olio bollente fino a gonfiarsi, diventando incredibilmente dorato, croccante all’esterno e morbidissimo all’interno. La versione salata più tradizionale, e che devi assolutamente provare, viene servita caldissima e ricoperta da una generosa spalmata di immancabile panna acida e una cascata di formaggio grattugiato, a cui puoi aggiungere aglio schiacciato, oppure prosciutto cotto affumicato e nella versione più ricca anche il cavolo cappuccio stufato con cipolla.

Ma puoi anche gustarlo nella versione dolce, ad esempio con Nutella, oppure con marmellata di frutti di bosco.

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10. Papanași (re indiscusso dei dolci rumeni)

Se esiste un motivo per cui vale la pena fare un viaggio in Romania, questo è senza dubbio il papanași. Stiamo parlando del re indiscusso dei dolci rumeni, una tentazione irresistibile a cui è letteralmente impossibile dire di no.

La forma ricorda quella di una grande ciambella sormontata da una pallina di pasta più piccola, il gusto dell’impasto ci ha ricordato un dunats. Viene preparato con farina, uova e un formaggio fresco vaccino a pasta morbida e leggermente acidulo, il brânză de vaci. La ciambella viene fritta all’istante, servita caldissima e ricoperta da una colata di panna acida e confettura, tradizionalmente di mirtilli o frutti di bosco.

Il contrasto tra il calore della frittella appena fatta, la freschezza della panna acida e il dolce della marmellata crea un’esplosione di sapori pazzesca. Tra l’altro è una vera bomba calorica, una porzione potrebbe bastare tranquillamente come pasto completo. Noi infatti ne abbiamo ordinata una da dividere in due, avendo già mangiato altri piatti prima. Dato che Greta non ama i dolci “troppo dolci”, ha davvero apprezzato questa leccornia.

11. Kürtőskalács (o torta camino)

Dolce tradizionale di origine ungherese ma molto diffuso anche in Romania, soprattutto in Transilvania. Il kürtőskalács, conosciuto anche come torta camino, per via della sua forma cilindrica, ma soprattutto perché in lingua ungherese la parola kürtő significa camino, è un grande classico degli street food dolci.

Bellissimo vederlo preparare nei mercatini oppure nelle pasticcerie tradizionali. Una striscia di pasta lievitata e zuccherata viene avvolta a spirale attorno a un rullo di legno cilindrico e cotta lentamente su dei carboni ardenti. Durante la cottura, lo zucchero posto sulla superficie esterna si scioglie trasformandosi in una crosticina, mentre l’interno della pasta rimane incredibilmente soffice e filante.

Una volta tolto dal fuoco, può essere rotolato nella granella di nocciole, nella cannella o nel cacao. L’ideale è gustarlo bello caldo. È il perfetto dolce da passeggio e oltre al suo formato tradizionale, viene servito anche a tocchetti in appositi contenitori da asporto, più comodo da gustare e in questo caso possono essere aggiunte al momento varie salse, tra cui cioccolato, vaniglia, caramello, oppure anche del gelato.

Cosa bere in Romania durante il tuo viaggio in Transilvania

Un vero viaggio gourmet non può dirsi completo senza aver scoperto cosa versare nel bicchiere per accompagnare i piatti della tradizione locale. In Romania e in Transilvania la cultura del bere è antica quanto quella del cibo, e riserva delle bellissime sorprese che spaziano dai superalcolici artigianali usati come rito di benvenuto, fino a birre rinfrescanti e bevande analcoliche preparate in modo totalmente naturale.

Ecco cosa devi assolutamente ordinare per brindare durante il tuo on the road.

Pălincă (il distillato tradizionale)

Se c’è una bevanda che incarna l’ospitalità e l’anima più verace di questa terra, è di sicuro la pălincă. Si tratta di un’acquavite tradizionale ad altissima gradazione alcolica (spesso supera i 45-50 gradi), ottenuta dalla doppia o tripla distillazione della frutta, tradizionalmente le prugne, ma la troverai anche a base di pere, mele o albicocche.

In Transilvania è un vero e proprio rito, viene offerta quasi sempre come shot di benvenuto nei ristoranti tipici prima di iniziare il pasto, poiché si crede che un sorso aiuti a stimolare l’appetito e a preparare lo stomaco per le ricche pietanze rumene. Va bevuta a piccoli sorsi e a temperatura ambiente, mai fredda o con ghiaccio, così da assaporarne tutti gli aromi e gustarla al meglio.

Limonată (l’analcolico più diffuso)

Sembrerà strano dato che la Romania non è una terra di produzione di limoni, ma tra le bevande analcoliche più diffuse vi è la limonată. Dimentica i prodotti industriali, qui la limonata è una bevanda fresca preparata al momento con vero succo di limone spremuto, acqua (naturale o frizzante) e spesso dolcificata tradizionalmente con abbondante miele artigianale (limonadă cu miere).

Il motivo per il quale viene così diffusamente consumata è legato al regime comunista, quando le bevande gassate più commerciali in Occidente erano introvabili, così nelle case rumene per accogliere gli ospiti veniva preparata una limonata al momento, Nel tempo questa tradizione si è mantenuta, rendendo la bevanda un sinonimo di ospitalità casalinga.

Consumata soprattutto in estate come bevanda rinfrescate, ma anche in inverno come “medicina” contro i malanni, per via del contenuto di vitamina C, a volte viene anche servita calda.

Birra rumena

Per accompagnare degnamente un piatto di carne alla brace, la scelta migliore in assoluto è ordinare una birra locale, solitamente bionda di tipo lager. La Romania vanta un’ottima tradizione brassicola con marchi storici molto amati ed economici, in Transilvania sono molto diffusi la Ursus, nata a Cluj-Napoca e la Ciucaș, prodotta nello storico stabilimento di Brașov. Altri marchi sono la Ciuc, prodotta a Miercurea Ciuc, definita la Piccola Siberia della Transilvania, essendo una delle località più fredde della regione. Infine la Silva, nota per la sua variante scura.

Dove mangiare in Transilvania: i nostri consigli

Dopo averti parlato delle specialità tradizionali imperdibili, è arrivato il momento di svelarti dove abbiamo mangiato durante il nostro on the road. In Transilvania mangiare bene e spendere poco è incredibilmente semplice, ma ci sono alcuni indirizzi storici e tappe di street food che non devi assolutamente perdere per nessuna ragione al mondo.

Innanzitutto per risparmiare è bene scegliere ristoranti che offrono una cucina tradizionale transilvana. Esistono anche hamburgerie, ristoranti etnici e quelli che propongono una cucina italiana, come le classiche pizzerie, ma i costi potrebbero essere più cari.

Ecco di seguito un elenco dei nostri indirizzi preferiti, anche per lo street food.

  • Ristorante Sergiana a Brașov: si trova a pochissimi passi dalla piazza principale ed è ricavato all’interno di una suggestiva cantina sotterranea con soffitti a volta e pareti in pietra e mattoni a vista. Vengono serviti piatti tradizionali: dalle zuppe calde alle sarmale, fino a una varietà incredibile di specialità a base di carne alla brace. I camerieri indossano vestiti tradizionali, le porzioni sono generose e i prezzi super onesti. Appena seduti ci hanno anche portato uno stuzzichino di benvenuto a base di jumări (tradizionali ciccioli di maiale, accompagnati da cipolla fresca affettata).
  • La Ceaun a Brașov: altro locale tradizionale situato però in pieno centro storico, con tavoli anche all’aperto. In verità ne esistono due, La Ceaun in Piața Sfatului e quello in Strada Michael Weiss. Sarmale, zuppe e stufati sono un grande classico, ma sul menù si trovano anche diverse pietanze a base di carne alla brace. Alcune specialità vengono servite nei classici platou ardelenesc, un vassoio transilvano in legno con sezioni scavate per separare la carne dai contorni e dalle salse o altro.
  • Crama Sibiul Vechi: è una taverna tradizionale situata in centro a Sibiu, all’interno di una cantina sotterranea e in attività dal 1927. Anche qui porzioni generose e menù tradizionale. Il locale è molto popolare e nelle ore di punta si crea la coda all’ingresso dato che non accettano prenotazioni, per cui ti consigliamo di andarci all’apertura.
  • Luca: se in Romania vuoi fare uno spuntino veloce ed economico allora devi andare da Luca, una catena molto diffusa, famoso ormai tra i turisti e ben riconoscibile per l’insegna di colore giallo con scritto appunto Luca. Qui potrai trovare una serie di Luca (si anche i prodotti da forno si chiamano con il nome della catena) semplici o farciti, ad esempio con prosciutto e mozzarella o con würstel, ma anche fagottini ripieni di formaggio, pizza e panini con salame, prosciutto o cotoletta. Siamo sinceri, non ci ha fatto impazzire, da provare eh…però abbiamo preferito di gran lunga le panetterie artigianali diffuse nei vari centri storici.
  • Spicul a Sibiu: panificio tradizionale situato nella principale e pedonale Strada Nicolae Bălcescu. Qui siamo tornati una seconda volta per prendere la plăcintă cu varză di cui ti abbiamo parlato in questa guida. Buonissimo caldo appena sfornato, poi si possono prendere anche dei covrigi e dei cornetti dolci farciti.
  • Scufița Roșie: sempre a Sibiu, lungo Strada Nicolae Bălcescu, ti suggeriamo di fermarti in quest’altra panetteria artigianale che sforna prodotti da forno di continuio. Ti consigliamo di prendere un mucenici cu nucă, un dolce tradizionale rumeno a forma di 8 a simboleggiare l’eternità, si tratta di brioche cotte al forno e ricoperte di miele e noci tritate, oppure puoi prendere un cornetto gigante di pasta brioche ripieno di Nutella.

La cucina rumena è stata una gradita sorpresa durante il nostro on the road, tradizionale e rustica, che non si risparmia nei sapori e che racconta in ogni assaggio la storia profonda e i contrasti di questa terra straordinaria.

Che tu scelga di scaldarti con una ciorbă fumante in una cantina medievale di Brașov, di cedere alla tentazione di un papanași gigante o di addentare un covrigi caldissimo durante le tue passeggiate, una cosa è certa: la Transilvania saprà conquistarti un boccone alla volta. Non ti resta che partire e prepararti a vivere un’avventura indimenticabile, golosa ed estremamente economica!

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Siamo Greta e Luca una coppia over 40 con una passione smisurata per i viaggi.

Appena ci è possibile riempiamo il nostro trolley e partiamo, non importa se in Canada o nella nostra regione, la Lombardia, l’importante è andare alla scoperta di un luogo nuovo.

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