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Bologna insolita: itinerario a piedi tra segreti e curiosità

Bologna insolita finestrella di Via Piella

Bologna è una città ricca di storia, famosa per la buona cucina, per la musica, per i suoi portici e le sue torri.

Spesso quando la si visita si tende a vedere solo i classici luoghi turistici.

Noi invece vogliamo farti conoscere una Bologna insolita, un itinerario alla scoperta dei suoi segreti e di alcune curiosità sulla città.

Cosa vedere in una Bologna insolita: itinerario a piedi

Il centro della città si visita tranquillamente a piedi, infatti è tutto abbastanza concentrato intorno a Piazza Maggiore.

Il nostro itinerario parte da Piazza del Nettuno, conosciuta per la sua fontana e noi ti sveliamo alcune curiosità a riguardo.

Questa mappa può darti un’idea delle varie tappe del nostro giro.

Per visitarla può bastare anche un solo giorno, se invece vuoi gustarti meglio la città allora ti consigliamo di trascorrere qui un intero weekend.

Il lampione delle nascite

All’angolo tra Piazza del Nettuno e Via Rizzoli si trova un lampione del tutto singolare.

Diverso da tutti gli altri che si trovano in città, è in ferro battuto ed in stile liberty ma soprattutto nasconde un segreto molto particolare.

Si dice che ogni volta che a Bologna nasca un bambino il lampione si accenda.

Di fatti è collegato ai principali ospedali cittadini, il Maggiore ed il Sant’Orsola.

Collocato qui nel 1920, come simbolo di connessione tra antico e moderno, nel 2012 divenne il lampione delle nascite.

Bologna insolita lampione delle nascite

Ora in realtà non è più in funzione, anche se noi lo abbiamo visto accendersi e spegnersi un paio di volte.

La fontana del Nettuno ed il gioco di prospettiva

La famosa Fontana del Nettuno è stata costruita e terminata nel 1565, ad opera dell’artista Giambologna.

Il Nettuno è soprannominato in dialetto bolognese al Zigànt, ossia il gigante, per via delle sue dimensioni.

Ma anche questa fontana ha qualcosa di molto particolare, si tratta di fatti di uno dei sette segreti di Bologna.

Bologna insolita statua del Nettuno

Dando le spalle al monumento, sulla pavimentazione della piazza si trova una pietra nera, la Pietra della Vergogna, da questa precisa posizione guardando il Nettuno si può notare quello che sembra essere il fallo in erezione.

Niente di tutto ciò, ovviamente si tratta solo di un gioco di prospettiva, creato con la mano sinistra del Nettuno.

Ma come mai questo stratagemma da parte dello scultore?

Pare che il Cardinale Cesi, che ne pretese la realizzazione, avesse chiesto di ridurre le dimensioni dei genitali per non creare troppo scandalo. L’artista, contrariato, per ripicca si inventò questa illusione ottica.

Non solo il Nettuno è simbolo di vergogna però, guardando meglio la fontana, si trovano 4 ninfe marine in posizione abbastanza erotica che spruzzano acqua dalle proprie mammelle.

Il Voltone del Podestà ed il telefono senza fili

In Piazza Maggiore, proprio di fronte alla Basilica di San Petronio si affaccia il Palazzo del Podestà.

Si tratta di un edificio con dei bellissimi portici dove ora si trovano alcuni caffè, da qui è possibile scattare delle foto sia sulla basilica che sulla Torre dell’Orologio.

La sua particolarità però è un’altra. L’edificio è attraversato da due strade che si intersecano sotto il cosiddetto Voltone del Podestà, proprio sottostante la torre campanaria dell’Arengo.

L’acustica della volta è davvero insolita, di fatti mettendosi davanti ad uno dei pilastri, rivolto verso il muro, è possibile comunicare sussurrando con chi si posiziona nell’angolo opposto, ecco perché viene soprannominato telefono senza fili.

Un trucco ideato in epoca medievale, quando la città è stata colpita dalla peste.

Pare che questo fosse l’unico modo per far confessare i lebbrosi, evitando così il contatto e l’eventuale contagio.

Noi da diffidenti lo abbiamo provato e funziona davvero! Provare per credere.

Anche questa tappa fa parte dei sette segreti della città.

Bologna, città della musica

Bologna è una città conosciuta anche per il suo forte legame con la musica.

Numerosi sono gli artisti nati qui, uno su tutti Lucio Dalla.

Al cantante, ormai defunto, sul muro di quella che un tempo era la sua casa, in Via D’Azeglio, è stato dedicato un graffito, si tratta di un’ombra, che lo raffigura intento a suonare il sax e circondato da gabbiani in volo.

Ma questo non è l’unico omaggio della città al cantautore.

Infatti in Via Orefici si trova la Strada del Jazz.

Lungo questa via sono state posizionate delle stelle di marmo, dedicate ai vari musicisti, americani e non, che hanno avuto modo di esibirsi in città al Bologna Jazz Festival, quando negli anni ’50 e ’60 la città era una delle capitali europee del jazz.

Ogni anno a settembre in questa via ed in quelle vicine si tiene un festival musicale.

Dal 2006 l’Unesco ha poi dichiarato Bologna come Città Creativa della Musica.

A noi questa strada ha ricordato un pò la Walk of Fame che puoi scoprire grazie al nostro itinerario insolito di Milano.

La Torre degli Asinelli e il mistero del vaso rotto

Bologna è famosa per le sue torri, in epoca medievale se ne contavano un centinaio, una su tutti è proprio la Torre degli Asinelli.

Questa torre si trova alla fine di Via Rizzoli ed in Piazza di Porta Ravegnana.

Simbolo della città, è alta 97,20 metri. Costruita nel secondo decennio del 1100 è la torre medievale pendente più alta al mondo.

498 sono i gradini che dovrai salire per arrivare in cima ed ammirare il panorama sulla città.

Le Due Torri, degli Asinelli e Garisenda

Una leggenda narra che in cima alla torre si trovi un vaso rotto, a simboleggiare le buone qualità di Bologna nel risolvere i contrasti politici. Trovarlo è una vera sfida ed anche questo fa parte dei sette segreti.

Se sei uno studente universitario ti sconsigliamo di salire in cima alla torre, perché sembra che farlo prima della laurea porti sfortuna.

Il Roxy Bar cantato da Vasco Rossi

Alla fine di Via Rizzoli, proprio sotto le due torri si trova sulla destra un bar molto famoso.

Si tratta del Roxy Bar, tutti pensano che sia quello cantato da Vasco Rossi in Vita Spericolata.

In realtà qui il cantante emiliano è passato una sola volta e solo dopo diversi anni aver inciso la sua canzone.

Insomma non c’entra proprio nulla, però è tappa fissa per i fan del cantante, vale la pena passarci e magari fermarsi per un drink oppure un caffè.

In fondo è un locale storico, pensa che Greta ci era già stata in gita scolastica alle superiori, quindi primi anni ’90.

Le tre frecce incastonate nel soffitto di Corte Isolani

Dalle Due Torri proseguendo in Strada Maggiore si trova Corte Isolani, sotto al portico, medievale e ben conservato, vedrai delle persone intente ad osservare il soffitto in cerca di qualcosa.

Si tratta di tre frecce conficcate nel soffitto del portico in legno, ennesimo dei 7 segreti di Bologna.

Anche qui c’è in ballo una leggenda. Pare che tre briganti assoldati per uccidere un nobile bolognese, videro una donna nuda affacciarsi ad una finestra, questi si distrassero e scoccarono le loro frecce che finirono proprio nel soffitto.

Il Complesso delle 7 Chiese

In Piazza Santo Stefano si trova il Santuario di Santo Stefano, noto anche come Complesso delle 7 Chiese.

É senza dubbio un luogo da visitare in città, anche perché l’ingresso è gratuito, per cui perché non approfittarne?

Porticati, cripte, nicchie e cappelle sono tutte collegate tra di loro.

Il complesso sorge su quello che un tempo fu un tempio pagano dedicato ad Iside.

Il Vescovo Petronio nel V secolo diede inizio alla costruzione della chiesa, ispirandosi al Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Il complesso è costituito da vari edifici di culto, seguendo il percorso è possibile visitare la Chiesa del Crocifisso, la Cripta, la Basilica del Santo Sepolcro, la Chiesa di Vitale e Agricola, il Cortile di Pilato, la Chiesa della Trinità, il Chiostro medievale, il museo e la Chiesa della Benda.

Pensa che fino al 2000 qui riposavano le spoglie di San Petronio, ora traslate nella Basilica a lui dedicata.

Via Piella ed i canali di Bologna

Un tempo Bologna era molto simile a Venezia, attraversata da diversi canali.

Oggi quei canali sono stati quasi tutti interrati, per motivi di igiene ed anche perché all’epoca l’acqua veniva utilizzata per far funzionare i mulini utili ai numerosi opifici della città, ora dismessi.

Sono molto pochi i canali rimasti visibili.

Quello più suggestivo e famoso è senza dubbio quello di Via Piella, dove si trova la famosa finestrella.

Da qui, aprendo proprio una piccola porticina, si può scorgere il Canale delle Moline, divenuto uno dei luoghi più immortalati in città, denominato la Piccola Venezia, anche questo è uno dei sette segreti.

Ti consigliamo di arrivare qui la mattina presto, prima delle 9, perché poi si crea subito una lunga fila di persone che aspettano di fotografare il caratteristico scorcio.

Se invece vuoi visitare la vera città lagunare, allora puoi dare uno sguardo al nostro itinerario insolito a Venezia alla scoperta di luoghi meno conosciuti e poco turistici.

Bologna e i sette segreti

Fino ad ora ti abbiamo nominati alcuni dei sette segreti della città.

Ma ne mancano ancora due.

In Via Indipendenza sotto il voltone di Torre Scappi si trova un affresco con una scritta del tutto singolare.

Canabis protectio. Tradotto dal latino significa la canapa è protezione.

Al contrario di ciò che si potrebbe pensare, la scritta si riferisce ai tempi in cui in città veniva coltivata in grandi quantità la canapa, donando molta ricchezza economica.

L’ultimo dei segreti che ti nominiamo è un’altra scritta, panum resis e si trova in una delle sale di Palazzo Poggi, sede dell’Università di Bologna.

La traduzione dal latino significa che la conoscenza è alla base di tutte le decisioni. Un motto proprio azzeccato per un università.

Insomma andare alla ricerca dei 7 segreti di Bologna è senza dubbio un modo curioso per visitare la città.

Bologna e i suoi portici

Bologna oltre che per le sue torri è anche famosa per i suoi numerosi portici.

Solo nel centro storico raggiungono una lunghezza di 40 chilometri circa, alcuni dal 2021 sono divenuti anche Patrimonio Unesco.

Al portico di San Luca va il primato di più lungo al mondo. Lungo 3796 metri e con 666 arcate unisce il centro di Bologna al Santuario della Madonna di San Luca, posto in cima al Colle della Guardia.

In città, nelle giornate di pioggia, grazie ai portici puoi girare tranquillamente senza neanche prendere una goccia d’acqua.

Pensa che i portici, più che per un motivo estetico, fin dal Medioevo sono stati costruiti per dar modo di allargare le case e creare spazio per i numerosi studenti universitari che affollavano la città.

Oggi spesso ospitano i tavolini di bar e ristoranti, ma anche librerie come la Libreria Nanni, la più antica di Bologna dove è possibile trovare anche alcuni testi rari e storici.

Le botteghe storiche

Alla sinistra di Piazza Maggiore nel Quartiere Quadrilatero si trovano alcune vie con le botteghe storiche di Bologna.

Le insegne dei negozi spesso sono quelle originali dell’800, quando qui c’erano i banchi del mercato.

In questo movimentato groviglio di vie, i negozi raccontano tutta la storia emiliana.

Gastronomie con vetrine che fanno venire l’acquolina in bocca, salumi, formaggi, tortellini ed altre squisitezze.

Banchi di frutta profumata e colorata, salumerie con prosciutti e salami appesi in ogni dove.

Un salumeria storica

Ma non solo, c’è anche un antico negozio dove un tempo si facevano affilare le lame di spade e coltelli, l’Antica Aguzzeria del Cavallo. Pare che all’epoca per affilare venisse utilizzato proprio lo zoccolo del cavallo.

In Via Pescherie Vecchie invece si trovano diversi locali dove è possibile degustare alcuni prodotti tipici emiliani, durante il weekend è un vero e proprio luogo di ritrovo per un aperitivo oppure una cena.

Inoltre qui si trova anche il Mercato di Mezzo, un tempo sede del mercato dei cereali, ora è un insieme di locali posto su tre piani dove poter assaggiare il meglio della cucina bolognese.

Di sicuro a Bologna c’è molto di più da vedere, ma diciamo che con questo itinerario insolito noi abbiamo voluto scoprire le leggende e le curiosità sul capoluogo emiliano.

Cosa dici, ti abbiamo convinto a visitare Bologna e vederla sotto tutt’altro punto di vista?

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